Molti, soprattutto i non più giovani, conoscono e ricordano l'Avvocato per antonomasia. La storia, le abilità politiche ed industriali.

Qui però parliamo di qualcosa di particolare; unico come il suo stile, elegante oltre ogni modo.

Gianni Agnelli produceva vetture per tutti, dalle piccole Fiat alle carismatiche Lancia.

Pochi sanno che per se (o per la sua famiglia) aveva delle vetture...uniche nel vero senso della parola. Pezzi unici commissionati appositamente su sue richieste.

"Come tutti noi, ogni mattina indossava i calzini.

Ma ogni mattina, indossava un paio di calzini nuovi"

FERRARI TESTAROSSA SPIDER

L'aggettivo "iconico" viene abusato in ogni dove, per dare una parvenza di successo ad un prodotto del passato, riveduto e corretto.

Non mi piace la parola iconico.

Qui si parla di unicità.

E la prima, vera, unica vettura speciale è la Testarossa Spider.

Creata per celebrare i 20 anni della sua presidenza Fiat, nel 1986 (gli annali ricordano il 27 febbraio) viene riprogettata questa speciale Testarossa. Nata come berlinetta a motore centrale, boxer, a ridotto dei sedili, non era facile creare la rigidità strutturale di una cabrio ed una elegante zona di riposo della capote aperta.

I tecnici Ferrari, certosini come orologiai svizzeri, in 4 mesi completarono la splendida opera.

Seguendo le indicazioni del facoltoso committente, vennero installati dei dispositivi particolari quali un anello a comando elettrico (dalla plancia) per ancorare correttamente la capote.

Nonchè una primizia per l'epoca, un doppio cambio di trasmissione Valeo. Doppio, perchè poteva funzionare come manuale a 5 marce (come la vettura originale) ma con un pulsante faceva sparire il pedale della frizione e diventava un automatico.

La colorazione è volutamente grigia..oddio, cosa dico, Argento. Assieme alle finiture e profili blu (richiamo della finezza sartoriale), il colore argento richiama il suo simbolo chimico AG, sigla di Agnelli Gianni.

Altra particolarità per l'epoca è la targa personalizzata. In quegli anni non era possibile chiedere in Motorizzazione una targa speciale; venivano fornite solo ai veicoli pubblici (ad esempio, la targa PD A00000, la prima a Padova con la lettera, era di un'ambulanza)

A questa vettura, particolare come il suo proprietario, è stata riservata la speciale TO 00000G.

DOVE SI TROVA OGGI

Ceduta da Agnelli ad un amico di famiglia, è stata restaurata dalla divisione Ferrari Classic per essere messa all'asta nel 2016. Aggiudicata a Roland Stern (collezionista e storico Ferrari), il quale ha verificato  con Leonardo Fioravanti (che ha seguito l'iniziale progettazione) tutte le fasi del restauro più recente. Piero Ferrari ha consegnato a Stern in persona le certificazioni Ferrari Classiche.

FERRARI F40 VALEO

Al pari della Testarossa, era immancabile un modello particolare della F40, che nella sua modifica più importante richiese quasi 5 mesi di sviluppo.

Venne chiamato in causa il reparto tecnico Valeo. Purtroppo, per un vecchio incidente, l'Avvocato aveva difficoltà ad usare (costantemente) la frizione, ma adorava il selettore marce manuale.

In anticipo sui tempi, Valeo studiò un efficace cambio semi-automatico, senza frizione, che venne poi usato (riveduto e corretto) anche sulla Mondial T.

Per rendere più unica questa F40, venne usato un particolare rivestimento dei sedili di colore nero (invece che rosso) con una lieve imbottitura per renderla più confortevole; i sedili di serie sono semi-race.

DOVE SI TROVA OGGI

L'auto ha percorso circa 700km con il primo proprietario. E' sparita dai radar per apparire in perfetta forma ad un evento RM Sotheby's del 2008. Un'asta vinta da un facoltoso appassionato del marchio.

FIAT 130 FAMILIARE VILLA D'ESTE

Diciamolo subito. La Fiat 130, nelle sue versioni originarie berlina e coupè, non è stata un gran successo. Da nuova, ha pagato lo scotto nella crisi del petrolio del 1973. Una Fiat con motore 2.8 benzina (diventato poi 3.2) è entrata subito nel dimenticatoio dei listini concessionari. Ora come classic-vintage ha trovato uno suo spazio, non ritagliandosi però un gran valore commerciale.

Quelle che ora ricordiamo sono le familiari, come pezzi unici. In realtà non era una sola, ma 4

Il centro stile Fiat collabora con l'officina Introzzi di Lipomo (CO) per realizzare queste vetture speciali nel parco auto della famiglia Agnelli.

La più famosa è quella chiamata Villa d'Este. Colorazione argento, con speciali protezioni laterali legno stile America ed una particolare cesta in vimini sul tetto. Al tempo non si usavano i portasci, quindi questa particolare soluzione serviva a Gianni Agnelli per portare il necessario sulle piste di Saint Moritz. Questa auto era sua personale, con cambio automatico e trazione posteriore.

La seconda, sempre argento ma senza cesta e finiture legno, ha il tetto di colore bordeaux amaranto bespoke. Telaio numero 6612, risulta essere il primo modello di studio (ha il tetto più basso delle altre).

La terza, color avorio con tetto bronzo, personale di Umberto Agnelli.

La quarta, risulta essere color crema, con un sicuro tetto verde. Il colore originario non è certo, in quanto l'esistenza della vettura risulta quasi esclusivamente dai registri Introzzi.

DOVE SI TROVA

La prima, con cesto in vimini, è entrata a giusto titolo nella collezione Lopresto, il cui capostipite Corrado cura i migliori prototipi italiani.

La seconda, argento amaranto, donata all'antiquario della famiglia.

La terza, avorio bronzo, è in perfetto stato nel museo FCA Heritage.

La quarta è come l'araba fenice, se ne sono perse le tracce durante gli anni 80.

LE SPIAGGINE

Possiamo dire che è stato lui a creare questa piccolissima nicchia di mercato.

Per chi non le conoscesse, le "spiaggine" sono vetture trasformate totalmente di carrozzeria, cabrio, spesso senza portiere e con look leziosi. Un poco come una Mehari, ma la famiglia Agnelli non poteva certo usare un mezzo della concorrenza.

Tra le tante realizzazioni, ne ricordiamo due molto particolari.

La prima è la Fiat 500 Spiaggia del 1958; realizzata dalla carrozzeria Boano su specifiche richieste, l'auto aveva uno splendido look ripreso dai motoscafi Riva. Brancardo di battuta in legno molto basso per una facile salita, senza porte, sedili in midollino, paraurti in autentica radica. Completa il tutto uno splendido volante Nardi tre razze.

Di questa 500 Spiaggina ne vennero realizzati due esemplari, il secondo è stato donato al caro amico Aristotele Onassis che, al pari di Gianni Agnelli, la usò durante le soste a Montecarlo e Saint Tropez. Beati gli anni del boom economico e "La dolce vita".

La seconda è particolare perchè lo era anche l'auto d'origine.

Dalla Fiat Multipla 1999, viene prodotta nel 2001 una versione unica di spider (targata BS819BL).

Le modifiche sono anche qui in stile nautico, con barre laterali similporte in legno, panca posteriore unica e mantenendo la comodità dei tre posti anteriori.

Il motore era il 1.6 natural power a metano...non proprio. Pininfarina mise del suo per la carrozzeria, ma la meccanica made in Alfa Romeo con il 2.0 Twin Spark 16v ed immancabile cambio automatico.

DOVE SI TROVA

La 500 Boano è rimasta sola al mondo, in esposizione museale a Torino. La seconda vettura Onassis è andata distrutta in un incidente.

La Multipla spider con circa 300 km al suo attivo, viene regolarmente esposta al pubblico durante gli eventi di settore.

LE BERLINE E WAGON CLASSICHE

Gianni Agnelli ha sempre avuto una predilezione, per l'uso quotidiano, delle berline gruppo Fiat. Ne apprezzava soprattutto l'understatement.

Citando sempre i modelli realmente speciali, anche qui sono due vetture particolarissime a destare l'attenzione.

La prima è la Lancia Prisma turbo integrale Abarth; non tutti sanno che è esistita a listino la Prisma 4wd ed integrale con motore 2.0 aspirato.

Realizzata in due esemplari, come si evince dal nome, è stata la mano Abarth a mettere sotto il cofano il 2.0 Turbo della Delta integrale, qui con 200cv e la speciale modifica alla pedaliera.

All'esterno, particolari "al contrario". Malgrado l'auto sia nata in un vistoso rosso Lancia 155 (come da adesivo nel cofano), per volere di Agnelli l'auto è stata riverniciata in blu diplomatico, nessun fregio speciale e cerchi della versione 1.3, per essere la più anonima possibile; l'interno ha comunque volante e pomello cambio Nardi.

La seconda è una esclusiva che fa parte della leggenda.

L'Avvocato già possedeva diverse Thema, tra cui una Limousine V6 (una delle 27 prodotte dal reparto speciale Lancia Borgo San Paolo) ed una delle due Thema SW Zagato.

Piccola divagazione storica (la mia passione per la Thema). Lancia affidò due progetti separati a Pininfarina e Zagato per realizzare la versione Station Wagon; il primo poi si aggiudicò il progetto, mentre il secondo creò due pezzi (si differenziano per le particolari finiture nere nella zona posteriore), una 2.4 Turbodiesel e la V6 qui citata.

Ma non è questa la Thema di cui parliamo.

Senza dubbio si tratta del primo abbinamento Ferrari e Station Wagon.

Questo modello unico di Lancia Thema 8.32 SW (targata TO 67669F), basata sulla prima serie, è di colore argento Nurburgring con righe laterali blu e grigie (riprendono i colori ufficiali della casata).

Gli interni in pelle Frau sono in colore blue realizzato appositamente e solamente per questa vettura. Qualche prima concessione alle modernità con gli attacchi cuffie audio posteriori.

L'auto, realizzata con il beneplacito di Enzo Ferrari (il quale usava abitualmente una 8.32 berlina), sembra sia addirittura una delle primissime Thema Ferrari mai prodotte.

DOVE SI TROVA

L'unica Prisma rimasta (una delle due è andata distrutta durante i test veicolo) è apparsa su Autoscout nel 2008; il libretto vettura ha proprietari Fiat Auto Spa, Giovanni Agnelli, Alcide Paganelli (vincitore di rally con Fiat 124 Abarth), la famiglia Carello (i loro fari sono in vendita nel ns sito). Non è una normale Prisma con 4 proprietari, diciamo.

La Thema 8.32 wagon ha circa 43.000 km sull'odometro, è stata quotata nel 2005 in vista della vendita seguita da Bonhams; ora appartiene ad una collezione privata.

LA SPIDER PIU' ADRENALINICA

Concludiamo la carrellata di questi modelli unici con il mito Lancia degli anni 80.

Qui siamo nel 1993 quando arriva la richiesta all'Officina Pilota Fiat. Lo stesso Gianni chiede una nuova vettura a trazione integrale, molto potente da usare a Saint Moritz. Però l'auto verrà usata d'estate e quindi deve essere aperta.

Attingendo dal più performante veicolo disponibile in casa, la base è una Lancia Delta integrale Evo2; il motore viene potenziato a 250cv mentre in pochi mesi viene creata una forma a due porte, con capottina di emergenza e dovuto irrobustimento della scocca.

Il colore è argento, targata TO 31152T, con capote nera.

DOVE SI TROVA

L'auto è stata usata per una sola estate. L'unica esistente è stata ceduta, con una quotazione molto elevata, ad un mecenate.

PERCHE' LA PANDA?

Forse Gianni Agnelli non ha mai guidato una normalissima Panda.

Le voci dicono che nella residenza di Villar Perosa c'erano solo due modelli.

La vettura dell'Avvocato, di suo uso.

E per il servizio del personale c'erano ben 30 Fiat Panda nuove, tutte identiche.

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